martedì 24 febbraio 2009

Franco Vittoria all'Assemblea Nazionale del PD

lunedì 16 febbraio 2009

Uscire dalla crisi. 16 miliardi per 7 obiettivi : La manovra anticiclica da un punto di PIL proposta del Governo ombra

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Pubblichiamo le proposte presentate dal Partito Democratico al Tempio di Adriano a Roma contro la crisi economica.
Questa è una sintesi della vera manovra che servirebbe all'Italia e che il governo da troppi mesi tarda a proporre. Il testo completo è pubblicato sempre sul sito del PD

Il Pd propone una manovra anticiclica per 16 miliardi di euro, circa un punto di Pil, che si articola intorno a sette obiettivi principali:

1. Sistema universale di ammortizzatori sociali

essenziale strumento di protezione sociale e di tutela della vita stessa delle piccole imprese. Il Pd propone alcune misure immediate e in prospettiva la realizzazione di un’organica riforma degli ammortizzatori sociali di tipo europeo.

Nell'immediato:

a) l'introduzione di una misura temporanea di sostegno al reddito dei precari e degli altri lavoratori che perdono il lavoro e sono sprovvisti di copertura assicurativa, da associare ad attività di formazione e programmi di reinserimento lavorativo;

b) l'innalzamento della copertura Cassa integrazione ordinaria e straordinaria (CIG e CIGS) per proteggere dalle crisi, insieme ai lavoratori, anche le piccole imprese, che solo così possono sopravvivere e non creare ulteriore disoccupazione;

c) la sospensione del pagamento delle rate del mutuo contratto per l’acquisto dell’abitazione di residenza per i lavoratori che perdono il posto di lavoro.

In prospettiva, va realizzata una organica riforma del sistema degli ammortizzatori sociali in modo da arrivare all’istituzione di un sussidio unico di disoccupazione, di cui possa beneficiare chiunque perde il proprio posto di lavoro, inclusi i precari, a prescindere quindi dal tipo di contratto, dal settore e dalla dimensione dell’impresa nella quale veniva svolta l’attività lavorativa, con l’unica condizione dell’impegno alla riqualificazione e ad accettare offerte di lavoro.

2. Aumento del potere d’acquisto delle famiglie

con una riduzione della pressione fiscale sui redditi medio-bassi. Aumento delle detrazioni sui redditi da lavoro dipendente, autonomo e da pensione, a partire dai redditi e dalle pensioni più basse, per dare, attraverso questa via, alla fine della legislatura, 100 euro in più al mese per i redditi fino a 30.000 euro l’anno. L'intervento, alternativo al bonus famiglia e alla social card, viene erogato anche ai contribuenti incapienti attraverso trasferimenti.

3. Promozione di nuova occupazione femminile:

meno costi per l'impresa che assume una donna; meno tasse sul reddito da lavoro delle donne; sostegno all’imprenditoria femminile, anche attraverso il microcredito; accompagnamento degli interventi fiscali con politiche di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e con il potenziamento di servizi di cura per la famiglia (asili nido, assistenza anziani non autosufficienti, ecc).

4. Green economy

per rilanciare la nostra economia rendendola più competitiva, per attivare fra nuovi lavori e riqualificazione (o almeno “salvataggio”) di quelli esistenti, un milione di posti di lavoro nei prossimi cinque anni e rispettare gli impegni presi a livello europeo.

Il Pd propone una serie di interventi, tra i quali un piano di riqualificazione degli edifici pubblici; rendere permanenti le agevolazioni fiscali del 55% per gli interventi di efficienza energetica delle abitazioni e degli edifici privati, costruzione di 100.000 nuovi alloggi, tra edilizia pubblica e canone agevolato, a bassissimo consumo energetico; incentivi per la rottamazione delle auto vincolati all’acquisto di auto a basse emissioni e bassi consumi e sostegno alla ricerca e all’innovazione dell’industria automobilistica per le auto ecologiche del futuro; favorire investimenti pubblici per il rinnovo del parco mezzi con acquisto di autobus a metano e avviare un piano di 1.000 treni per i pendolari, con 300 milioni di euro all’anno per cinque anni; ecoincentivi per l’acquisto di elettrodomestici a basso consumo; raddoppiare nei prossimi dieci anni l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili e favorire lo sviluppo di una industria nazionale del settore, rafforzando Industria 2015 e promuovendo nuove imprese che producano impianti, tecnologie, pannelli solari, nuovi materiali per l’edilizia; semplificare e dare certezza alle regole, ad esempio, nelle procedure di autorizzazione e nei regolamenti edilizi dei comuni; promuovere una politica agricola organica e favorire le imprese e le economie che puntano sul turismo di qualità, sui prodotti agricoli legati al territorio, alla manifattura italiana; incentivare il riciclo dei rifiuti e l’industria ad esso collegata: un incremento del 15% in dieci anni rispetto ai livelli attuali rappresenterebbe il 18% dell’obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni di CO2 e significherebbe far scendere i consumi energetici di 5 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio.

5. Aumento degli investimenti pubblici in infrastrutture

con priorità alle opere immediatamente cantierabili dei Comuni, a questo scopo parzialmente liberati dal vincolo del Patto di Stabilità Interno; si potrebbe così far partire entro il mese di giugno un programma di piccole e medie opere immediatamente cantierabili, ora bloccate dalla legge 133/2008, e avviare in tempi contenuti un piano straordinario di riqualificazione degli edifici pubblici, scuole soprattutto, per migliorare l’efficienza energetica e la messa in sicurezza.

Vanno inoltre ripristinate le risorse sottratte agli investimenti nel Mezzogiorno, in particolare al Fondo per le Aree Sottoutilizzate.

6. Sostegno alle imprese sia rafforzando Confidi, sia garantendo il regolare e tempestivo pagamento delle pubbliche amministrazioni, sia ripristinando l'automatismo dei crediti d'imposta per la ricerca, gli investimenti, le ristrutturazioni; in particolare il Pd propone di accelerare il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso le imprese fino a 250 dipendenti attraverso il ricorso, nei limiti di 3 miliardi di euro per il 2009, alle risorse della gestione separata della Cassa Depositi e Prestiti; di potenziare le contro-garanzie per i Confidi - fino a triplicarne l'attuale capacità - di tutte le categorie del lavoro autonomo e delle piccole imprese, anche attraverso l’intervento della SACE; di dare attuazione alle misure previste nei decreti per la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell'erogazione del credito alle imprese ed alle famiglie approvati all’inizio di ottobre 2008, ma rimasti inapplicati per l’assenza a tutt’oggi dei regolamenti attuativi, in particolare per la garanzia della raccolta bancaria a medio termine e a garanzia del rischio di credito.

Il Pd propone inoltre una serie di interventi fiscali per il lavoro autonomo e le imprese. Tra questi, il potenziamento del forfettone fiscale: per lavoratori autonomi, piccoli imprenditori e professionisti innalzamento del limite di fatturato a 70.000 euro l'anno e del limite di spesa per la disponibilità di beni strumentali a 45.000 euro nel triennio (circa 2 milioni di soggetti potenzialmente interessati, per i quali si elimina l'Iva, l'Irpef, l'Irap e gli studi di settore e si applica un'imposta sostitutiva complessiva del 20%); la riduzione della ritenuta d'acconto applicata sui ricavi dei professionisti (dal 20 al 10%) per evitare ricorrenti crediti fiscali, soprattutto per i professionisti più giovani; per il biennio 2009-2010; l’introduzione di un moltiplicatore pari a 2 per la deducibilità degli oneri finanziari derivanti dagli investimenti produttivi effettuati nel biennio 2007-2008, aggiuntivi rispetto alla media del triennio precedente; l'azzeramento per il biennio 2009-2010 dell'imposta sostitutiva sul reddito, attualmente prevista al 27,5%, per le ditte individuali e società di persone in contabilità ordinaria per la parte di reddito re-investita in azienda; la sospensione del tetto alla deducibilità degli interessi passivi per il biennio 2009-2010 per i soggetti Ires.

7. Difesa e valorizzazione del made in Italy,

con la ricerca e con l’innovazione ma anche tutelando marchi e denominazioni e contrastando il dumping sociale e lo sfruttamento del lavoro minorile.

Alla manovra anticiclica, con misure di immediato sostegno all’economia, devono essere unite riforme strutturali che accrescano il PIL potenziale e dunque riforme per la regolazione concorrenziale dei mercati (dalle banche alle assicurazioni, dalle professioni ai servizi pubblici locali, fino all'energia), in modo da mettere il paese in condizione di correre, quando la crisi internazionale sarà superata.

Insieme a queste, va tutelato come bene assoluto il merito di credito del paese e quindi la stabilità finanziaria. La riduzione della spesa corrente, attraverso una spending review sulla quale fondare una sistematica operazione di benchmark che faccia emergere le migliori pratiche in modo che verso esse convergano tutti i segmenti della pubblica amministrazione; il controllo delle entrate attraverso una intelligente lotta all’evasione fiscale; la valorizzazione dell'ingente patrimonio pubblico, per ottenere che si trasformi da fonte di costo a fonte di reddito sono essenziali per garantire la stabilità di medio periodo della finanza pubblica.

Insieme a queste va poi realizzata la riorganizzazione della spesa per acquisto di beni e servizi, delle amministrazioni centrali e di ciascuna amministrazione regionale; la digitalizzazione "forzata" di tutta la Pubblica Amministrazione; l'accorpamento, in due anni, di tutti gli uffici periferici dello Stato centrale. Questo insieme di attività - da realizzare attraverso innovazioni legislative e, soprattutto, amministrative - è in grado di realizzare obiettivi di risparmio crescenti nel tempo (dopo due anni, un punto di PIL).

Già nel 2009, il costo delle misure anticicliche proposte è coperto, per la metà, da maggiori entrate legate all’innalzamento del Pil, dal riavvio delle politiche antievasione, dall’assorbimento nell’ambito dell’intervento generalizzato delle risorse dedicate al bonus famiglia e alla social card, dai primi risparmi dovuti all’attivazione delle centrale unica per gli acquisti. Possibili risparmi in conto interessi, da valutare in sede di assestamento del Bilancio dello Stato a Luglio 2009, dovrebbero essere utilizzati per migliorare la copertura. L’indebitamento ed il debito aggiuntivo previsto per il 2009 viene più che compensato nel corso del 2010 e 2011, grazie al venir meno degli effetti delle misure di carattere temporaneo, al recupero di risorse dall'evasione, al risparmio di spesa e, soprattutto, alla maggiore crescita conseguente alle riforme strutturali proposte.

Più Europa: nella gestione del debito pubblico, per le infrastrutture, per la vigilanza sul sistema del credito

Proprio mentre il modello europeo - con la sua economia sociale di mercato – viene assunto a riferimento in altre aree dell'economia globale, l'Unione Europea fatica a ritrovare slancio e si fanno più seri i rischi di scivolamento verso interventi protezionistici.

Il PD sostiene tre precise proposte:

  1. coordinamento, anche costituendo un'apposita Agenzia europea, della gestione delle emissioni di titoli del debito pubblico dei Paesi dell'Eurogruppo;
  2. finanziamento dei progetti infrastrutturali con emissione di eurobonds sul merito di credito dell'Unione;
  3. affidamento alla BCE del coordinamento della regolazione e della vigilanza sul sistema del credito, ormai perfettamente integrato a dimensione europea.

sabato 14 febbraio 2009

Per unire, non per dividere

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“Vorrei dire alla Carta della nostra Repubblica, alla Carta per la vita del nostro popolo, alla Costituzione: noi ti vogliamo bene, noi ti amiamo”. Oscar Luigi Scalfaro inizia così il suo discorso alla manifestazione organizzata dal Pd a piazza Santi Apostoli in difesa della Costituzione.
Il presidente emerito della Repubblica è il solo a parlare sul palco allestito nel centro della piazza gremita di bandiere: “Questa Carta – continua Scalfarlo - è stata scritta all’Assemblea Costituente per tutto il popolo italiano. È una Carta destinata a tutti, ed è nata con un solo scopo: quella di unire il popolo italiano, non per dividere”. “Nessuno – ammonisce il Presidente emerito della Repubblica – la usi per dividere”.

''Chi arriva a dire che la nostra Carta costituzionale é nata da una filosofia comunista lo fa perché questo é frutto di assenza, di ignoranza”. Nel suo intervento, Scalfaro si é rivolto alla nostra Carta costituzionale come se fosse una persona, dandole del tu e chiedendole scusa ''se in questi giorni sono tornati dei commenti che - ha detto - non servono al tuo onore''

La piazza accoglie le parole dell’ex Capo dello Stato con un applauso, un fragoroso battimano che nemmeno il freddo consegnato dalla sera riesce a smorzare. “Questa Carta – continua il senatore a vita – in questi sessantenni è stata una garanzia. Per questo bisogna conoscerla per essere capace di viverla e per essere capace di difenderla”.

Il Presidente emerito, quindi, introduce nel suo discorso il tema caldo degli ultimi giorni: lo scontro istituzionale tra governo e Quirinale."Il presidente del Consiglio – ammette Scalfaro davanti alla folla - in questi giorni ci ha preoccupato”. Bastano queste parole per far sì che dalla piazza si levino dei fischi, ma l'ex Capo dello Stato frena gli animi e prosegue a parlare: "Io magistrato sento il dovere di guardare tutte le posizioni", spiega ripercorrendo i fatti degli ultimi giorni. "Quando uno prepara una norma e per farla si é perso tanto tempo, poi non si può caricare la colpa su altri". Ed ancora: "Quando il governo vuole arrivare ad uno scopo e trova un ostacolo, capisco che si può anche avere una reazione e dire cose inopportune". Ma, sottolinea Scalfaro, "certe cose le ha dette alla televisione, ha detto che lui ha giurato sulla Costituzione, ha poi parlato di rispetto delle procedure e che le modifiche alla Carta si fanno solo con i due terzi del parlamento. Ha detto che i suoi rapporti con il Quirinale sono buoni e spero che così proseguano. Ma siccome io sono stato testimone delle prime dichiarazioni del premier e delle seconde, quindi ho titolo per parlare, mi rivolgo al presidente del Consiglio per ricordargli che la Carta unisce e non divide".

Scalfaro, nel suo intervento, parla anche della giornata di protesta organizzata dalla Cgil ed esprime l’amarezza per le divisioni che si sono andate create nel corpo sindacale. "Domani c'é una grande manifestazione del sindacato ed é una sofferenza per tutti che i sindacati si siano rotti, perché vuol dire dare una parte di vittoria alla controparte. Invece, vorrei che domani partecipassimo tutti con spirito unitario" alle manifestazioni promosse dalla Cgil. Per Scalfaro in questo momento "é bene avere uno spirito unitario perché questa é la forza della politica, quella con la 'P' maiuscola"

A margine della manifestazione a piazza Santi Apostoli, ha parlato anche Walter Veltroni: «L'idea che il presidente del Consiglio abbia pensato di trasferire il potere legislativo nelle mani di una sola persona è estranea alla Costituzione». «Questa manifestazione - ha aggiunto il segretario del Pd - è fatta per difendere il valore fondamentale della Costituzione che è nata in un momento drammatico dopo la liberazione dal fascismo e ha ancora uno straordinario valore».

"Le cose dette e poi smentite in questi giorni da Berlusconi non cancellano l’idea di una sua insofferenza per tutte le regole, a partire dalla Costituzione – ha aggiunto Antonello Soro, capogruppo del Pd alla Camera, anche lui in piazza - noi crediamo che l’Italia abbia bisogno di equilibrio e moderazione. Il presidente Napolitano rappresenta questa garanzia".

G.R.

PD Day : Il PD in piazza il 14, 15 e 16 febbraio per far conoscere a tutti le proposte per uscire dalla crisi.

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"Sarebbe molto importante se tutto il paese si mobilitasse contro la disattenzione e la totale assenza
del governo sulla crisi". Lavoratori e imprenditori insieme per sollecitare il governo a prendere in tempi brevi e con concretezza, un piano anti-crisi. E' stato l'auspicio del segretario del PD, Walter Veltroni, espresso durante la conferenza stampa di presentazione del “PD Day”, le giornate di mobilitazione generale contro la crisi, dal 14 al 16 febbraio.

Per Veltroni “c'è una sottovalutazione totale della crisi da parte del governo: l'Italia e' l'unico paese in cui il governo non ha varato un grande piano''. Un piano invece elaborato dal Partito Democratico, che verrà presentato sabato mattina.

Pubblichiamo i primi contributi che sono arrivati allo Speciale PD-Day dai nostri lettori.
E' un'Italia che non va sui giornali, che ha di nuovo la voce.

Toscana
Sono un avvocato di Carrara. La crisi è enorme: personalmente ho un fratello che è stato messo in CIGS a dicembre. Lui è giovane e ci sono i nostri genitori, ma i suoi colleghi, per la maggior parte, sono persone ultra50enni!!!! Che futuro? Per ora penso nero. Inoltre mi occupo di politica nella mia città: forse i politici locali dovrebbero essere più attenti alle problematiche della gente che non alle proprie!
Alessandra Masetti


Liguria
Sono un Docente di Scuola Media Superiore e ormai arrivo appena appena alla fine del mese !
Penso che basti..
Inoltre faccio il volontario qui a Genova in un Centro di aiuto ai Poveri ( gestito dalla Comunità di S. Egidio ), e negli ultimi tempi la gente che viene a prendere pacchi, roba da mangiare o vestiti usati è semplicemente triplicata (!) sia tra gli italiani che tra gli stranieri.
Cordiali saluti
Giuseppe Claudio Godani

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Lazio

CHIUSURA FABBRICHE PER OLTRE 2000 LAVORATORI in città di 20 000ab. ANAGNI

Chiusura di Videocon circa 1500 operai impiegati più indotto
chiusura Rapisarda altri 100
chiusura Bioprogress altri 100
mobilità alla Marangoni tyre altri 60
mobilità alla bristol Squibb alti 100

Queste le fabbriche in chiusura ad Anagni, provincia di Frosinone, in un territorio martoriato dall'inquinamento. Si richiede massima attenzione e partecipazione attiva alla manifestazione del 15 PD DAY.

Matteo Stavole vice-segretario circolo PD

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Molise

I.T.R. SpA UNIAMO TUTTE LE FORZE SOCIALI, ECONOMICHE E ISTITUZIONALI PER SALVARE 2 MILA FAMIGLIE MOLISANE.

Niente divisioni sulla crisi ITR SpA. Uniamo tutte le forze regionali e adoperiamoci con la massima urgenza per salvare 2 mila posti di lavoro. Prima di tutto si chieda l’immediata attivazione di un Tavolo Nazionale presso il Ministero dell’Industria e coinvolgendo Palazzo Chigi. E’ in ballo il futuro di uno dei più grandi marchi italiani della moda è un dovere del Governo Berlusconi intervenire per evitare il crack e disegnare un futuro possibile che salvi il Gruppo e i Lavoratori.
Contestualmente in Regione si costituisca subito una Task-Force presso la Presidenza della Giunta che coinvolga tutti i laboratori e le aziende molisane dell’indotto per accertare debiti, crediti, occupati e accesso o meno agli ammortizzatori sociali. Si tratta di studiare soluzioni che offrano risposte in termini di cassa integrazione e mobilità se non di prospettive di reimpiego alle centinaia di occupati di micro imprese che la legge esclude da tali benefici.
Tutto il Molise in questo momento deve stringersi intorno alle famiglie coinvolte

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Puglia

Mi chiamo Carlo Zeuli. Sono di Bari. Ho 49 anni. Faccio l’insegnante in un istituto industriale di Castellana grotte.
Perché vi scrivo? Perché sono potenzialmente ricco (economicamente e
moralmente) ma la mia condizione di separato ha avuto la diretta/immediata conseguenza di diventare un Homeless
Perché questo stato italiano toglie ai poveri per dare ai ricchi? La casa coniugale adesso costa A ME 1.120 Euro/mese per il mutuo, contratto quando guadagnavo circa 2.700 Euro/mese, essendo stato un funzionario di industria privata, prima che perdessi quel lavoro. Guadagno attualmente 1.194 Euro al mese e, dai 74 che mi restano devo pagare 100 Euro di mantenimento a mio figlio, le tasse sulla casa di mia proprietà, di cui mi hanno tolto il possesso, ma non gli oneri!, le spese per produrre il reddito (vestiti, carburante per andare al lavoro a Castellana, che dista 44 km. da Bari,il cibo, le bollette).
è chiaro che [l’indigenza condiziona anche la possibilità di andare a Bari da mio figlio (percorro circa 100 km.tra andata e ritorno) ostacolandone i rapporti in termini quantitativi e qualitativi.

Carlo Zeuli

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Puglia

Il PD di BRINDISI ha avviato in questi giorni un “Viaggio all’interno dell’economia brindisina”.
La crisi economica che ha investito il nostro Paese, in un contesto internazionale di generale difficoltà, ha "attaccato" ormai da tempo la cosiddetta economia reale e sta producendo gravi conseguenze nel sistema produttivo nazionale: ne sono segnali evidenti il forte calo della produzione industriale, l'aumento della cassa integrazione, il calo dei consumi delle famiglie, la crescente mortalità delle imprese e così via.
Tale crisi, dall'impatto così pesante e che spinge il Paese verso una fase di vera e propria recessione, risulta ancora più preoccupante nelle sue conseguenze per il Mezzogiorno d'Italia, che rischia di pagare il prezzo più alto, vedendo mortificate le sue potenzialità di crescita e accentuate le sue criticità.
Il Partito Democratico avverte forte l'esigenza di ascoltare i principali attori sociali del territorio per meglio comprendere l'impatto della crisi nella provincia di Brindisi e per ricevere utili indicazioni, a cui poter ispirare la propria azione politica ed istituzionale, su quali azioni predisporre per sostenere il sistema produttivo locale, le imprese, i lavoratori, le famiglie.

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Manovra Tremonti /Gelmini sulla scuola:
131.900 licenziamenti in tre anni, in cinque anni quasi 200.000 docenti e ata licenziati!

I tagli previsti nei prossimi anni al personale della scuola pubblica, rappresentano il più grande licenziamento di massa della storia della Repubblica Italiana.
Nessun giornale o televisione ne parla, ma è la verità.
Il fatto è che decine di migliaia di precari, 3.000 solo nella provincia di Venezia, ai quali scadrà il contratto a tempo determinato il prossimo 30 giugno o 31 agosto, e che non saranno riassunti all’inizio del prossimo anno scolastico, non potranno neppure rivendicare lo status di licenziato, di disoccupato che potrà aspirare a qualche ammortizzatore sociale o cassa integrazione di sorta.
I precari della scuola devono alzare la testa!
Il sistema d’istruzione, in questi anni, ha funzionato per il loro lavoro ed ora la Gelmini intende smantellare la scuola pubblica, riducendo orari, togliendo materie, ritornando alla “maestra unica”, aumentando in modo spropositato e contro tutte le norme sull’edilizia scolastica e la sicurezza, il numero di allievi per classe, per espellere definitivamente dalla scuola e dal mondo del lavoro, migliaia e migliaia di docenti e ata, anche dopo decenni di servizio e concorsi superati.

TUTTO PER FARE CASSA CON TAGLI SPROPOSITATI ALLA SPESA

Giuseppe Tuozzo

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Quando i conti della Destra non tornano

Cari amici del Partito Democratico, caro signor Segretario, mi sembra che la veemenza con la quale abbia ribadito con quale e quanta distanza vadano lette
le politiche di governo e opposizione, siano state sacrosante e non certo le uscite di un folle.
I sussidi che questo governo sta elargendo a ventaglio in vari comparti del wefare, appaiono più un tentativo di gettare fumo negli occhi che intraprendere una seria politica di risanamento ed intervento sulle fasce più deboli, che a molti pare non facciano che diventare sempre più deboli.
L'incentivo mensile sembra più una tassa che un indennizzo, da dover ritirare.
Tutto ciò che poi riguarda il settore dell'imprenditoria, ha subito dei danni proprio da parte di chi dovrebbe essere più portato al discorso di privati e concorrenzialità, e mi riferisco all'Alitalia, ma anche al settore dell'automobile, cui certo non sarà sfuggito agli Italiani come quest'ultimi incentivi sull'auto siano dei palliativi per un settore in crisi, che aspetta
risposte polisettoriali.
Gli italiani non sono degli sciocchi e avvertono l'incapacità cronica di gestione di un paese dalle problematicità complesse, e nelle loro divisioni interne, tra due destre che si fanno la guerra, tra un federalismo che sembra più un tentativo di separatismo, o a meno si è è capito poco di che si tratti.
Io credo che come democratici dobbiamo proseguire cercando di non ritenerci esclusi anche se il Governo può agire e approvare le leggi che vuole anche senza l'approvazione dell'opposizione, ma continuare a portare la propria cultura, che ha un peso diverso perchè parla di civiltà, di libertà, e di fraternità di popoli e di culture, nonostante le etnie e le diversità di credo religioso.
Chi non ammette questo porta nient'altro che separazione e separtismo,e facilita inculcamento di germi xenofobi, che fanno paura anche al Presidente Gianfranco Fini.
Io credo che si debba partire proprio dalle parole ferme e posate di Fini per ricostruire una cultura di destra e un dialogo che altrimenti è impossibile.
Come sarebbe possibile non procedere verso un Paese dov'è l'integrazione la prima preoccupazione, e non la separazione a cominciare dalle aule dell'elementari?
Se si abiura all'integrazione le tensioni sociali che si innescheranno saranno insostenibiliperchè giustamente gli extracomunitari chiederanno il rendiconto di 25 anni di presenza attiva, nel lavoro come nella società civile, e avranno ragione. Come non capire questo, a chi vede l'immmigrato solo come una possibilità di ricchezza economica e non come una opportunità di una società multietnica e multi culurale? Una sola razza, la razza umana, recitava uno striscione sul simbolo di pace, appeso in un centro per l'immigrazione, e io credo a questo come credo alla resistenza, sono valori inalienabili, di uno Stato che chiede diritti e legalità,e giustizia. Ma tutto questo deve formare un circolo saldo mentre a me pare che le cose nella destra non riescano a stare unite.
Ora la lascio, consapevole del vostro impegno e del tempo che le ho sottratto con questa mia lettera.

Adriano Sanna di Genova

lunedì 9 febbraio 2009

IDEA INUMANA - Medici spia, la maggioranza approva. Il PD: "Persecuzione e violazione della Costituzione

Via libera alla persecuzione. Il concetto di integrazione per il governo passa per una legge che impedisce di garantire le cure agli immigrati clandestini. Questo, in sostanza, il vergognoso colpo messo a segno dalla Lega Nord. Il Senato ha, infatti, approvato l'emendamento presentato dal Carroccio che cancella la norma secondo cui il medico non deve denunciare lo straniero irregolare che si rivolge alle strutture sanitarie pubbliche.

E vergognosa e razzista è stata definita la norma dal segretario del Pd Walter Veltroni: "Considero questo emendamento una cosa vergognosa. E' un'dea inumana, sostanzialmente razzista. Per me del tutto inaccettabile. L'idea di creare le condizioni per le quali le persone che sono ammalate abbiano paura di farsi curare è un'idea inumana, un'idea che meriterebbe una risposta forte e determinata da parte di tutti coloro che hanno a cuore la vita".

"Mi stupisce – interviene la capogruppo del PD, Anna Finocchiaro, subito dopo il voto in aula - che non si colga che qui si è superato il passo tra il rigore della legge e la persecuzione''. Con calma ma non nascondendo una sua forte irritazione, la senatrice PD spende l'ultima manciata di tempo a disposizione del suo gruppo, per accusare la maggioranza di aver votato un articolo che ''attiene all'umano'' andando ''contro i principi che difendono i diritti degli uomini prima ancora dei diritti di cittadinanza''.

''In questo emendamento - sottolinea Finocchiaro - abbiamo discusso di figli, madri, salute e ora grazie a questa norma se un medico potrà denunciare un malato si introduce il germe della paura''. ''Paura - scandisce l'esponente del Pd - che porterà queste persone a non andare più negli ospedali per partorire o per curare i propri figli, e se avranno una malattia anche infettiva la nasconderanno. Questo - afferma Anna Finocchiaro - colleghi della maggioranza non è rigore ma creiamo dei perseguitati che agiranno per paura''. ''Avete introdotto il tema dei cittadini di serie A e di serie B'', aggiunge l’esponente PD rivolgendosi ai banchi della Lega e dice che quanto è avvenuto con il voto sui medici ''che possono essere delatori'' le fa venire in mente il titolo del libro di Primo Levi ''Se questo è un uomo''.

La capogruppo del PD non risparmia le sue critiche anche verso il ministro dell'Interno che aveva detto di volere essere ''cattivo'' verso i clandestini. ''Come ha detto il sottosegretario Mantovano, il ministro Maroni - osserva Anna Finocchiaro - non voleva dire cattivo, ma duro, rigido. Ma l'uso del termine cattivo ha dato ragione al timore che ho espresso riguardo all'atteggiamento verso gli immigrati''. ''E allora chiedo - scandisce - sono stati abbastanza cattivi quei ragazzi che hanno dato fuoco a quell'indiano a Nettuno? Maroni ha quella razionalità per usare il termine rigore ma invece ha dato in pasto la parola cattivo che invece indica istinto, bestialità, persecuzione''. ''Noi oggi – conclude - ancora più decisamente diciamo no a questo articolo 39 che attiene all'umano''.

Promette battaglia anche Livia Turco, capogruppo del PD in commissione Affari sociali della Camera. “Facciamo – dice - un accorato appello a medici, infermieri, volontari e a tutti i cittadini perché facciano pressioni per eliminare alla Camera la possibilità di denuncia dei clandestini che si rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche per essere curati''.
''Si tratta - continua Turco - di una norma insensata e incivile. In questo modo siamo tutti più esposti a malattie trasmissibili. La maggioranza per motivi puramente propagandistici non tiene conto così dell'aumento delle malattie collegate a situazioni di poverta'''.
''Da parte nostra - conclude Livia Turco - ci batteremo alla Camera per eliminare questa norma incivile e inefficace, per contrastare la quale e' necessaria anche la mobilitazione di tutta la societa' civile''

Anche il resto dell’opposizione ha risposto duramente all’approvazione dell’emendamento leghista. Il capogruppo dell’Udc Giampiero D’Alia ha commentato il ddl che “trasuda intolleranza” ricordano che ormai “siamo alle barbarie”, mentre il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, ha rimarcato sullo carattere “razzista” del provvedimento.

Durissimo anche il commento di Medici senza Frontiere, che già nei giorni scorsi aveva protestato rumorosamente contro l’emendamento. «Siamo sconcertati per la scelta del Senato di avere consapevolmente ignorato il grido di allarme lanciato dagli ordini professionali di medici, infermieri e ostetriche e da centinaia di associazioni e rappresentanti della società civile - dice Kostas Moschochoritis, direttore generale di MSF Italia -. Una scelta che sancisce la caduta del principio del segreto professionale per il personale sanitario volto a tutelare il paziente come essere umano, indipendentemente da ogni altra considerazione».

Persino Paolo Caratossidis, coordinatore nazionale di Forza Nuova, ha definito l’emendamento leghista ''raccapricciante''. ''La Lega Nord – afferma - non riesce a far valere le proprie già misere proposte sulla sicurezza e quindi promuove un emendamento che oltre ad essere inutile, odora di vendetta. Non è obbligando i medici a tradire il giuramento di Ippocrate che l'immigrazione si potrà contrastare''.

http://www.partitodemocratico.it/dettaglio/70871/Un%27idea_inumana