martedì 17 marzo 2009

Sapere per tutti

Come recita la nostra costituzione, dobbiamo dare ad ognuno le stesse opportunità di accedere ad ogni livello della formazione. È necessario immaginare un sapere aperto a tutti e per tutti e di conseguenza bisogna guardare alla scuola, all’università e alla ricerca come l’unica via concreata per la crescita del Paese.

Il sapere, quindi, è il vero investimento che in questo momento può rappresentare una “exit strategy” per la crisi.

In questo workshop parleremo di un nuovo welfare studentesco, che sappia garantire a tutti la libertà di scegliere autonomamente il proprio percorso formativo, e di una formazione permanente, che sia in grado di accompagnare ognuno di noi lungo tutto l’arco della propria vita.

Come Giovani Democratici iniziamo a trattare questi due temi fondamentali per il rilancio del nostro sistema scolastico e delle nostre comunità accademiche; due temi, che risultano essere di vitale importanza per la crescita e l’innovazione socio - economico - culturale dei nostri territori e del nostro Paese.

Welfare e lavoro in tempo di crisi:il modello sociale europeo

Il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro e dei sistemi di welfare si intreccia inestricabilmente con la crisi economica. Una crisi che, nata finanziaria, divenuta economica, rischia di diventare esistenziale, una sorta di modus vivendi che tutto permea, ma che tutto distrugge.
La crisi può essere vissuta non come una maledizione ma come un'occasione per riavviare il sistema per riformarlo su nuove basi, su nuove determinanti etiche, economiche e politiche.
Ma le nuove determinanti non possono che stravolgere quello che finora è stato il paradigma delle politiche economiche e sociali dell'ultimo trentennio.
La fine dell'ideologia liberista del mercato come valore assoluto, la fine della finanza creativa sganciata dal lavoro e dalla concreta creazione di ricchezza impongono l'elaborazione di un nuovo paradigma. Il PD ha bisogno di far sue contemporaneamente due bandiere. Una della lotta alla precarietà e una non meno importante della riforma radicale di un mondo del lavoro sempre più duale. L'Europa, per i governi conservatori fonte di ispirazione a fasi alterne, può essere la soluzione, con gli strumenti e le tutele già utilizzati in alcuni paesi. Può essere la dimostrazione di come democrazia e welfare state siano sistemi interpenetranti. E allora perchè non ripartire dal modello sociale europeo?

Una rivoluzione energetica per uscire dalla crisi

Per uscire dalla crisi è necessario individuare i settori strategici sui quali investire e proporre agli italiani una vera e propria “Exit Strategy”. I Giovani Democratici ritengono che uno dei volani della ripresa economica possa essere una forte politica di investimento e programmazione pubblica tesa a realizzare nel nostro paese una vera e propria “rivoluzione energetica”.

Se si analizza la bolletta energetica dell’Italia si scopre che Il 42% del fabbisogno energetico nazionale è soddisfatto dal petrolio, il 36% dal gas naturale, l’8% del carbone, il 7% da tutte le energie rinnovabili e il 5% dall’importazione di energia elettrica.

Questo sistema espone l’economia italiana a forti rischi, il costo dell’energia è direttamente dipendente dall’andamento del petrolio e gran parte delle risorse utilizzate sono importate dall’estero. Anche per queste ragioni il costo dell’energia per le imprese e per i cittadini in Italia è nettamente superiore alla media dei paesi europei.

Un cambiamento radicale della politica energetica italiana, finalizzato all’indipendenza energetica nazionale e al ridimensionamento del ruolo svolto dagli idrocarburi, permetterebbe all’Italia di progettare serenamente il proprio futuro creando benefici immediati nel presente attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro, i cosiddetti “green jobs”, e di nuove opportunità economiche ed industriali.

Il ritorno al Nucleare proposto dall’attuale governo costituisce solo apparentemente una soluzione al problema energetico. Cominciare a costruire centrali con soldi pubblici sottrarrebbe inevitabilmente le risorse necessarie a cambiare oggi la politica energetica nazionale, mantenendo immutato nei prossimi anni il desolante quadro attuale e dando il colpo di grazia alla prospettiva di un superamento dei monopoli esistenti e dell’affermazione un sistema libero e aperto alla competizione fra diversi soggetti che concorrono alla produzione e alla distribuzione di energia.

Il gruppo di lavoro si propone di approfondire le opportunità offerte da una “rivoluzione energetica nazionale” sotto il profilo economico, occupazionale ed ambientale superando il dibattito ideologico e promuovendo un confronto oggettivo sul rapporto costi e benefici offerto dalle diverse fonti di energia, dalle rinnovabili al nucleare.

Sarà presentata una breve relazione sulla situazione italiana, le reali opportunità offerte dalle diverse fonti energetiche e un rapido confronto fra le politiche energetiche adottate in questi mesi nei principali paesi ( Dai provvedimenti contenuti nelllo “stimulus plan” di Obama alla politica nucleare di Sarkozy in Francia e alla conversione alle “energie verdi” in Spagna e Germania).

Dopo gli interventi dei relatori si aprirà il dibattito interno finalizzato ad individuare proposte di azione locale e nazionale tese a promuovere in Italia una nuova politica energetica.

Relatori:

Ermete Realacci
Onorevole, Responsabile Dipartimento Ambiente del Partito Democratico

Flavio Morini
Sindaco di Scansano, Responsabile Consulta Ambiente dell’Anci

Programma Exit Strategy - Assemblea Nazionale Giovani Democratici

Exit strategy. Cambiare il paese per uscire dalla crisi La seconda assemblea nazionale dei Giovani democratici si terrà domenica 15 marzo alla nuova Fiera di Milano (Rho) e avrà il seguente ordine dei lavori.

PROGRAMMA:

h 11,00
Apertura lavori
- Saluto Maurizio Martina (Segretario regionale Pd Lombardia)
- Saluto Filippo Penati (Candidato Presidente provincia di Milano)

h 11,30
Relazione introduttiva Fausto Raciti (Segretario nazionale Giovani democratici)

h 12,30
Intervento Dario Franceschini (Segretario nazionale Partito democratico)

h 13,30
Inizio gruppi di lavoro
- Welfare e lavoro in tempo di crisi:il modello sociale europeo
- Una rivoluzione energetica per uscire dalla crisi
- Sapere

h 16,30
Seduta plenaria e relazione gruppi di lavoro

h 17,30
Votazioni direzione nazionale e chiusura lavori

lunedì 2 marzo 2009

irpinia. è già domani

Il blog della conferenza programmatica del Partito Democratico della provincia di Avellino.La conferenza programmatica si terrà venerdì 6/3/09 e sabato 7/3/09 presso l'Hotel de la Ville ad Avellino.Per info. tel 0825-782522

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S.Angelo del L. - I giovani del PD contro la chiusura del Criscuoli

Il Presidio ospedaliero “G. Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi è oramai prossimo alla chiusura!

“A mezzo fax” il Direttore Sanitario Aziendale Rosario Tarzia e il Direttore Generale dell’Asl Av/1 Luigi Giordano, comunicano la chiusura dei reparti di ginecologia ostetricia e pediatria del nosocomio santangiolese. Queste le direttive del nuovo piano ospedaliero attuato per rientrare dal deficit di bilancio della sanità, dando inizio di fatto, ad un lento depauperamento della struttura sanitaria alto irpina. Oltre alla soppressione dei reparti di cui sopra, le stesse direttive sanciscono il trasferimento presso la struttura di Ariano Irpino dei due ortopedici che attualmente prestano servizio al Criscuoli, cancellando il supporto fondamentale per l’unità di chirurgia, ma soprattutto per il servizio di pronto soccorso. Se il parametro analizzato per la soppressione del reparto di ginecologia è stato il numero dei parti, stessa misura non è stata utilizzata per le prestazioni di ortopedia nell’unità di pronto soccorso, dove il 70% delle prestazioni necessita dell’intervento dell’ortopedico. Il declassamento in atto innesca un meccanismo di depauperamento a catena, che indebolisce a poco a poco la capacità di un presidio di essere considerato tale. Così, scompare lo Stato in Alta Irpinia. Così 70.000 persone, contribuenti italiani, vengono cancellati e derubati di un loro fondamentale diritto: il diritto alla salute.

Ignorando la popolazione irpina, martoriando il nostro territorio e chiudendo un ospedale che certamente non rappresenta una spesa irrazionale o la causa principale di sperpero di danaro pubblico si decide di risanare il debito pubblico della sanità. Come per la discarica di Andretta, paese mortificato finanche dallo scioglimento dell’amministrazione comunale in uno dei momenti più critici per la popolazione, così per Sant’Angelo ed anche per Bisaccia si attua un vero e proprio attentato alla esistenza di queste terre.

Chiediamo il rispetto dei principi sanciti nell’art. 32 della costituzione italiana con cui si garantisce a tutti il diritto alla salute minima e la non soppressione delle emergenze territoriali. La concezione di “ospedale territoriale” non può essere applicata ai nostri territori, a causa della morfologia del territorio, delle condizioni climatiche e di una viabilità non di certo di semplice percorrenza, per cui si nega di fatto alla popolazione di questo territorio, di godere di un diritto.

Il Criscuoli occupa inoltre una posizione geografica baricentrica per quel particolare territorio, e la decimazione dei suoi reparti, provocherà inevitabilmente l’accrescere delle utenze degli ospedali di Avellino ed Ariano Irpino con i disagi che ciò comporta.

Sopprimere l’emergenza materno-infantile nega al cittadino un diritto fondamentale e avvia alla chiusura totale anche dell’emergenza in Alta Irpinia.

In quanto giovani democratici irpini palesiamo le nostre perplessità nei confronti dei criteri che hanno dato via alle azioni del governo centrale e della regione Campania. La nostra è una protesta libera e pacifica che vuole sensibilizzare le coscienze nel prendere atto che i provvedimenti attuati ed in via di attuazione in Irpinia sono la palese dimostrazione di una mortificazione territoriale grave che non può passare inosservata.

Abbiamo a cuore le sorti del nostro partito, e condividiamo totalmente la linea politica condotta finora dal segretario provinciale nel momento in cui abbraccia l’idea di aprire una “vertenza Irpinia” con la regione - vertenza che deve vedere l’Irpinia stessa pezzo consistente delle scelte regionali. Proponiamo, inoltre, le nostre progettualità e la nostra concezione della politica: una rinascita della stessa attraverso un nuovo percorso basato su un ricambio generazionale, su una “rivoluzione” democratica costruita dal basso, un abbandono netto del vecchio sistema politico di stampo familista e clientelare. Da irpini, e allo stesso tempo da irpini democratici, non possiamo non sottolineare un malessere nei confronti di un livello gestionale regionale troppo lontano dai nostri territori.

Assistere alle azioni politiche del Governo regionale che non tutela una parte di territorio come il nostro è ingiustificabile ed inaccettabile. L’Irpinia non può essere considerata terra di nessuno poiché è terra di cittadini onesti atti non a manifestazioni eclatanti e violente, che hanno a cuore il benessere del proprio territorio e che, come tutti gli altri cittadini della Campania, hanno e difendono i loro stessi diritti. Il diritto alla Salute, un diritto che nelle zone interne dell’Irpinia si cerca di minare con la costruzione di discariche nei luoghi produttivi della provincia e con la soppressione dei servizi sanitari essenziali.

Le ASL Napoletane, per anni con un bilancio passivo, hanno portato ad un sistema sanitario campano degenere e senza regole, basato su consulenze e convenzioni stipulate dalla sanità regionale.

Errori gravi commessi in passato e altri in via di determinazione non possono affossare il desiderio, che accomuna noi democratici irpini, di costruire un nuovo modello di gestione nella nostra regione. Per troppo tempo siamo stati in silenzio e il nostro silenzio non può più rispecchiarsi nella voce di chi non ha saputo proteggerci. E’ dunque giunto il momento di farci sentire, di alzare la voce.

I giovani del PD della provincia di Avellino, con questo documento vogliono prendere le distanze dai vertici regionali del proprio partito e difendere quello che è un diritto inviolabile per il cittadino: il diritto alla salute. Il divario di programmazione politica fra la giunta regionale e quello che rappresenta la nostra idea di costruire il futuro in Irpinia è netto. Un disegno di desertificazione della nostra provincia, sia esso costruito in buona o in mala fede, né lo accettiamo né tanto meno possiamo condividerlo. La costruzione di una discarica come quella di Pero Spaccone e la chiusura del presidio ospedaliero “G. Criscuoli” di Sant’Angelo rappresentano l’inizio di una desertificazione della nostra provincia e ciò non può essere accettato.

Prima che giovani politici del PD Irpino, siamo cittadini che amano la propria terra e che la difenderanno a tutti i costi. E partendo da qui, chiediamo che a questo appello si uniscano tutti, amministratori, politici e cittadini, per aiutare un territorio che non può essere sfruttato e danneggiato per l’ennesima volta.

Il diritto alla salute non può divenire merce di scambio delle dinamiche aziendali e politiche o di interessi personali e clientelari. La vita di un uomo, anche di uno solo, non può rappresentare un capitolo di bilancio aziendale o un bacino di utenza elettorale.

ARTICOLO 32 della Costituzione della Repubblica Italiana:

LA REPUBBLICA TUTELA LA SALUTE COME FONDAMENTALE DIRITTO DELL’INDIVIDUO ED INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’ E GARANTISCE CURE GRATUITE AGLI ANDIGENTI. LA LEGGE NON PUO’ IN NESSUN CASO VIOLARE I LIMITI IMPOSTI DAL RISPETTO DELLA PERSONA UMANA”.