"Sarebbe molto importante se tutto il paese si mobilitasse contro la disattenzione e la totale assenza
del governo sulla crisi". Lavoratori e imprenditori insieme per sollecitare il governo a prendere in tempi brevi e con concretezza, un piano anti-crisi. E' stato l'auspicio del segretario del PD, Walter Veltroni, espresso durante la conferenza stampa di presentazione del “PD Day”, le giornate di mobilitazione generale contro la crisi, dal 14 al 16 febbraio.
Per Veltroni “c'è una sottovalutazione totale della crisi da parte del governo: l'Italia e' l'unico paese in cui il governo non ha varato un grande piano''. Un piano invece elaborato dal Partito Democratico, che verrà presentato sabato mattina.
Pubblichiamo i primi contributi che sono arrivati allo Speciale PD-Day dai nostri lettori.
E' un'Italia che non va sui giornali, che ha di nuovo la voce.
Toscana
Sono un avvocato di Carrara. La crisi è enorme: personalmente ho un fratello che è stato messo in CIGS a dicembre. Lui è giovane e ci sono i nostri genitori, ma i suoi colleghi, per la maggior parte, sono persone ultra50enni!!!! Che futuro? Per ora penso nero. Inoltre mi occupo di politica nella mia città: forse i politici locali dovrebbero essere più attenti alle problematiche della gente che non alle proprie!
Alessandra Masetti
Liguria
Sono un Docente di Scuola Media Superiore e ormai arrivo appena appena alla fine del mese !
Penso che basti..
Inoltre faccio il volontario qui a Genova in un Centro di aiuto ai Poveri ( gestito dalla Comunità di S. Egidio ), e negli ultimi tempi la gente che viene a prendere pacchi, roba da mangiare o vestiti usati è semplicemente triplicata (!) sia tra gli italiani che tra gli stranieri.
Cordiali saluti
Giuseppe Claudio Godani
***
Lazio
CHIUSURA FABBRICHE PER OLTRE 2000 LAVORATORI in città di 20 000ab. ANAGNI
Chiusura di Videocon circa 1500 operai impiegati più indotto
chiusura Rapisarda altri 100
chiusura Bioprogress altri 100
mobilità alla Marangoni tyre altri 60
mobilità alla bristol Squibb alti 100
Queste le fabbriche in chiusura ad Anagni, provincia di Frosinone, in un territorio martoriato dall'inquinamento. Si richiede massima attenzione e partecipazione attiva alla manifestazione del 15 PD DAY.
Matteo Stavole vice-segretario circolo PD
***
Molise
I.T.R. SpA UNIAMO TUTTE LE FORZE SOCIALI, ECONOMICHE E ISTITUZIONALI PER SALVARE 2 MILA FAMIGLIE MOLISANE.
Niente divisioni sulla crisi ITR SpA. Uniamo tutte le forze regionali e adoperiamoci con la massima urgenza per salvare 2 mila posti di lavoro. Prima di tutto si chieda l’immediata attivazione di un Tavolo Nazionale presso il Ministero dell’Industria e coinvolgendo Palazzo Chigi. E’ in ballo il futuro di uno dei più grandi marchi italiani della moda è un dovere del Governo Berlusconi intervenire per evitare il crack e disegnare un futuro possibile che salvi il Gruppo e i Lavoratori.
Contestualmente in Regione si costituisca subito una Task-Force presso la Presidenza della Giunta che coinvolga tutti i laboratori e le aziende molisane dell’indotto per accertare debiti, crediti, occupati e accesso o meno agli ammortizzatori sociali. Si tratta di studiare soluzioni che offrano risposte in termini di cassa integrazione e mobilità se non di prospettive di reimpiego alle centinaia di occupati di micro imprese che la legge esclude da tali benefici.
Tutto il Molise in questo momento deve stringersi intorno alle famiglie coinvolte
***
Puglia
Mi chiamo Carlo Zeuli. Sono di Bari. Ho 49 anni. Faccio l’insegnante in un istituto industriale di Castellana grotte.
Perché vi scrivo? Perché sono potenzialmente ricco (economicamente e
moralmente) ma la mia condizione di separato ha avuto la diretta/immediata conseguenza di diventare un Homeless
Perché questo stato italiano toglie ai poveri per dare ai ricchi? La casa coniugale adesso costa A ME 1.120 Euro/mese per il mutuo, contratto quando guadagnavo circa 2.700 Euro/mese, essendo stato un funzionario di industria privata, prima che perdessi quel lavoro. Guadagno attualmente 1.194 Euro al mese e, dai 74 che mi restano devo pagare 100 Euro di mantenimento a mio figlio, le tasse sulla casa di mia proprietà, di cui mi hanno tolto il possesso, ma non gli oneri!, le spese per produrre il reddito (vestiti, carburante per andare al lavoro a Castellana, che dista 44 km. da Bari,il cibo, le bollette).
è chiaro che [l’indigenza condiziona anche la possibilità di andare a Bari da mio figlio (percorro circa 100 km.tra andata e ritorno) ostacolandone i rapporti in termini quantitativi e qualitativi.
Carlo Zeuli
***
Puglia
Il PD di BRINDISI ha avviato in questi giorni un “Viaggio all’interno dell’economia brindisina”.
La crisi economica che ha investito il nostro Paese, in un contesto internazionale di generale difficoltà, ha "attaccato" ormai da tempo la cosiddetta economia reale e sta producendo gravi conseguenze nel sistema produttivo nazionale: ne sono segnali evidenti il forte calo della produzione industriale, l'aumento della cassa integrazione, il calo dei consumi delle famiglie, la crescente mortalità delle imprese e così via.
Tale crisi, dall'impatto così pesante e che spinge il Paese verso una fase di vera e propria recessione, risulta ancora più preoccupante nelle sue conseguenze per il Mezzogiorno d'Italia, che rischia di pagare il prezzo più alto, vedendo mortificate le sue potenzialità di crescita e accentuate le sue criticità.
Il Partito Democratico avverte forte l'esigenza di ascoltare i principali attori sociali del territorio per meglio comprendere l'impatto della crisi nella provincia di Brindisi e per ricevere utili indicazioni, a cui poter ispirare la propria azione politica ed istituzionale, su quali azioni predisporre per sostenere il sistema produttivo locale, le imprese, i lavoratori, le famiglie.
***
Manovra Tremonti /Gelmini sulla scuola:
131.900 licenziamenti in tre anni, in cinque anni quasi 200.000 docenti e ata licenziati!
I tagli previsti nei prossimi anni al personale della scuola pubblica, rappresentano il più grande licenziamento di massa della storia della Repubblica Italiana.
Nessun giornale o televisione ne parla, ma è la verità.
Il fatto è che decine di migliaia di precari, 3.000 solo nella provincia di Venezia, ai quali scadrà il contratto a tempo determinato il prossimo 30 giugno o 31 agosto, e che non saranno riassunti all’inizio del prossimo anno scolastico, non potranno neppure rivendicare lo status di licenziato, di disoccupato che potrà aspirare a qualche ammortizzatore sociale o cassa integrazione di sorta.
I precari della scuola devono alzare la testa!
Il sistema d’istruzione, in questi anni, ha funzionato per il loro lavoro ed ora la Gelmini intende smantellare la scuola pubblica, riducendo orari, togliendo materie, ritornando alla “maestra unica”, aumentando in modo spropositato e contro tutte le norme sull’edilizia scolastica e la sicurezza, il numero di allievi per classe, per espellere definitivamente dalla scuola e dal mondo del lavoro, migliaia e migliaia di docenti e ata, anche dopo decenni di servizio e concorsi superati.
TUTTO PER FARE CASSA CON TAGLI SPROPOSITATI ALLA SPESA
Giuseppe Tuozzo
***
Quando i conti della Destra non tornano
Cari amici del Partito Democratico, caro signor Segretario, mi sembra che la veemenza con la quale abbia ribadito con quale e quanta distanza vadano lette
le politiche di governo e opposizione, siano state sacrosante e non certo le uscite di un folle.
I sussidi che questo governo sta elargendo a ventaglio in vari comparti del wefare, appaiono più un tentativo di gettare fumo negli occhi che intraprendere una seria politica di risanamento ed intervento sulle fasce più deboli, che a molti pare non facciano che diventare sempre più deboli.
L'incentivo mensile sembra più una tassa che un indennizzo, da dover ritirare.
Tutto ciò che poi riguarda il settore dell'imprenditoria, ha subito dei danni proprio da parte di chi dovrebbe essere più portato al discorso di privati e concorrenzialità, e mi riferisco all'Alitalia, ma anche al settore dell'automobile, cui certo non sarà sfuggito agli Italiani come quest'ultimi incentivi sull'auto siano dei palliativi per un settore in crisi, che aspetta
risposte polisettoriali.
Gli italiani non sono degli sciocchi e avvertono l'incapacità cronica di gestione di un paese dalle problematicità complesse, e nelle loro divisioni interne, tra due destre che si fanno la guerra, tra un federalismo che sembra più un tentativo di separatismo, o a meno si è è capito poco di che si tratti.
Io credo che come democratici dobbiamo proseguire cercando di non ritenerci esclusi anche se il Governo può agire e approvare le leggi che vuole anche senza l'approvazione dell'opposizione, ma continuare a portare la propria cultura, che ha un peso diverso perchè parla di civiltà, di libertà, e di fraternità di popoli e di culture, nonostante le etnie e le diversità di credo religioso.
Chi non ammette questo porta nient'altro che separazione e separtismo,e facilita inculcamento di germi xenofobi, che fanno paura anche al Presidente Gianfranco Fini.
Io credo che si debba partire proprio dalle parole ferme e posate di Fini per ricostruire una cultura di destra e un dialogo che altrimenti è impossibile.
Come sarebbe possibile non procedere verso un Paese dov'è l'integrazione la prima preoccupazione, e non la separazione a cominciare dalle aule dell'elementari?
Se si abiura all'integrazione le tensioni sociali che si innescheranno saranno insostenibiliperchè giustamente gli extracomunitari chiederanno il rendiconto di 25 anni di presenza attiva, nel lavoro come nella società civile, e avranno ragione. Come non capire questo, a chi vede l'immmigrato solo come una possibilità di ricchezza economica e non come una opportunità di una società multietnica e multi culurale? Una sola razza, la razza umana, recitava uno striscione sul simbolo di pace, appeso in un centro per l'immigrazione, e io credo a questo come credo alla resistenza, sono valori inalienabili, di uno Stato che chiede diritti e legalità,e giustizia. Ma tutto questo deve formare un circolo saldo mentre a me pare che le cose nella destra non riescano a stare unite.
Ora la lascio, consapevole del vostro impegno e del tempo che le ho sottratto con questa mia lettera.
Adriano Sanna di Genova
del governo sulla crisi". Lavoratori e imprenditori insieme per sollecitare il governo a prendere in tempi brevi e con concretezza, un piano anti-crisi. E' stato l'auspicio del segretario del PD, Walter Veltroni, espresso durante la conferenza stampa di presentazione del “PD Day”, le giornate di mobilitazione generale contro la crisi, dal 14 al 16 febbraio.
Per Veltroni “c'è una sottovalutazione totale della crisi da parte del governo: l'Italia e' l'unico paese in cui il governo non ha varato un grande piano''. Un piano invece elaborato dal Partito Democratico, che verrà presentato sabato mattina.
Pubblichiamo i primi contributi che sono arrivati allo Speciale PD-Day dai nostri lettori.
E' un'Italia che non va sui giornali, che ha di nuovo la voce.
Toscana
Sono un avvocato di Carrara. La crisi è enorme: personalmente ho un fratello che è stato messo in CIGS a dicembre. Lui è giovane e ci sono i nostri genitori, ma i suoi colleghi, per la maggior parte, sono persone ultra50enni!!!! Che futuro? Per ora penso nero. Inoltre mi occupo di politica nella mia città: forse i politici locali dovrebbero essere più attenti alle problematiche della gente che non alle proprie!
Alessandra Masetti
Liguria
Sono un Docente di Scuola Media Superiore e ormai arrivo appena appena alla fine del mese !
Penso che basti..
Inoltre faccio il volontario qui a Genova in un Centro di aiuto ai Poveri ( gestito dalla Comunità di S. Egidio ), e negli ultimi tempi la gente che viene a prendere pacchi, roba da mangiare o vestiti usati è semplicemente triplicata (!) sia tra gli italiani che tra gli stranieri.
Cordiali saluti
Giuseppe Claudio Godani
***
Lazio
CHIUSURA FABBRICHE PER OLTRE 2000 LAVORATORI in città di 20 000ab. ANAGNI
Chiusura di Videocon circa 1500 operai impiegati più indotto
chiusura Rapisarda altri 100
chiusura Bioprogress altri 100
mobilità alla Marangoni tyre altri 60
mobilità alla bristol Squibb alti 100
Queste le fabbriche in chiusura ad Anagni, provincia di Frosinone, in un territorio martoriato dall'inquinamento. Si richiede massima attenzione e partecipazione attiva alla manifestazione del 15 PD DAY.
Matteo Stavole vice-segretario circolo PD
***
Molise
I.T.R. SpA UNIAMO TUTTE LE FORZE SOCIALI, ECONOMICHE E ISTITUZIONALI PER SALVARE 2 MILA FAMIGLIE MOLISANE.
Niente divisioni sulla crisi ITR SpA. Uniamo tutte le forze regionali e adoperiamoci con la massima urgenza per salvare 2 mila posti di lavoro. Prima di tutto si chieda l’immediata attivazione di un Tavolo Nazionale presso il Ministero dell’Industria e coinvolgendo Palazzo Chigi. E’ in ballo il futuro di uno dei più grandi marchi italiani della moda è un dovere del Governo Berlusconi intervenire per evitare il crack e disegnare un futuro possibile che salvi il Gruppo e i Lavoratori.
Contestualmente in Regione si costituisca subito una Task-Force presso la Presidenza della Giunta che coinvolga tutti i laboratori e le aziende molisane dell’indotto per accertare debiti, crediti, occupati e accesso o meno agli ammortizzatori sociali. Si tratta di studiare soluzioni che offrano risposte in termini di cassa integrazione e mobilità se non di prospettive di reimpiego alle centinaia di occupati di micro imprese che la legge esclude da tali benefici.
Tutto il Molise in questo momento deve stringersi intorno alle famiglie coinvolte
***
Puglia
Mi chiamo Carlo Zeuli. Sono di Bari. Ho 49 anni. Faccio l’insegnante in un istituto industriale di Castellana grotte.
Perché vi scrivo? Perché sono potenzialmente ricco (economicamente e
moralmente) ma la mia condizione di separato ha avuto la diretta/immediata conseguenza di diventare un Homeless
Perché questo stato italiano toglie ai poveri per dare ai ricchi? La casa coniugale adesso costa A ME 1.120 Euro/mese per il mutuo, contratto quando guadagnavo circa 2.700 Euro/mese, essendo stato un funzionario di industria privata, prima che perdessi quel lavoro. Guadagno attualmente 1.194 Euro al mese e, dai 74 che mi restano devo pagare 100 Euro di mantenimento a mio figlio, le tasse sulla casa di mia proprietà, di cui mi hanno tolto il possesso, ma non gli oneri!, le spese per produrre il reddito (vestiti, carburante per andare al lavoro a Castellana, che dista 44 km. da Bari,il cibo, le bollette).
è chiaro che [l’indigenza condiziona anche la possibilità di andare a Bari da mio figlio (percorro circa 100 km.tra andata e ritorno) ostacolandone i rapporti in termini quantitativi e qualitativi.
Carlo Zeuli
***
Puglia
Il PD di BRINDISI ha avviato in questi giorni un “Viaggio all’interno dell’economia brindisina”.
La crisi economica che ha investito il nostro Paese, in un contesto internazionale di generale difficoltà, ha "attaccato" ormai da tempo la cosiddetta economia reale e sta producendo gravi conseguenze nel sistema produttivo nazionale: ne sono segnali evidenti il forte calo della produzione industriale, l'aumento della cassa integrazione, il calo dei consumi delle famiglie, la crescente mortalità delle imprese e così via.
Tale crisi, dall'impatto così pesante e che spinge il Paese verso una fase di vera e propria recessione, risulta ancora più preoccupante nelle sue conseguenze per il Mezzogiorno d'Italia, che rischia di pagare il prezzo più alto, vedendo mortificate le sue potenzialità di crescita e accentuate le sue criticità.
Il Partito Democratico avverte forte l'esigenza di ascoltare i principali attori sociali del territorio per meglio comprendere l'impatto della crisi nella provincia di Brindisi e per ricevere utili indicazioni, a cui poter ispirare la propria azione politica ed istituzionale, su quali azioni predisporre per sostenere il sistema produttivo locale, le imprese, i lavoratori, le famiglie.
***
Manovra Tremonti /Gelmini sulla scuola:
131.900 licenziamenti in tre anni, in cinque anni quasi 200.000 docenti e ata licenziati!
I tagli previsti nei prossimi anni al personale della scuola pubblica, rappresentano il più grande licenziamento di massa della storia della Repubblica Italiana.
Nessun giornale o televisione ne parla, ma è la verità.
Il fatto è che decine di migliaia di precari, 3.000 solo nella provincia di Venezia, ai quali scadrà il contratto a tempo determinato il prossimo 30 giugno o 31 agosto, e che non saranno riassunti all’inizio del prossimo anno scolastico, non potranno neppure rivendicare lo status di licenziato, di disoccupato che potrà aspirare a qualche ammortizzatore sociale o cassa integrazione di sorta.
I precari della scuola devono alzare la testa!
Il sistema d’istruzione, in questi anni, ha funzionato per il loro lavoro ed ora la Gelmini intende smantellare la scuola pubblica, riducendo orari, togliendo materie, ritornando alla “maestra unica”, aumentando in modo spropositato e contro tutte le norme sull’edilizia scolastica e la sicurezza, il numero di allievi per classe, per espellere definitivamente dalla scuola e dal mondo del lavoro, migliaia e migliaia di docenti e ata, anche dopo decenni di servizio e concorsi superati.
TUTTO PER FARE CASSA CON TAGLI SPROPOSITATI ALLA SPESA
Giuseppe Tuozzo
***
Quando i conti della Destra non tornano
Cari amici del Partito Democratico, caro signor Segretario, mi sembra che la veemenza con la quale abbia ribadito con quale e quanta distanza vadano lette
le politiche di governo e opposizione, siano state sacrosante e non certo le uscite di un folle.
I sussidi che questo governo sta elargendo a ventaglio in vari comparti del wefare, appaiono più un tentativo di gettare fumo negli occhi che intraprendere una seria politica di risanamento ed intervento sulle fasce più deboli, che a molti pare non facciano che diventare sempre più deboli.
L'incentivo mensile sembra più una tassa che un indennizzo, da dover ritirare.
Tutto ciò che poi riguarda il settore dell'imprenditoria, ha subito dei danni proprio da parte di chi dovrebbe essere più portato al discorso di privati e concorrenzialità, e mi riferisco all'Alitalia, ma anche al settore dell'automobile, cui certo non sarà sfuggito agli Italiani come quest'ultimi incentivi sull'auto siano dei palliativi per un settore in crisi, che aspetta
risposte polisettoriali.
Gli italiani non sono degli sciocchi e avvertono l'incapacità cronica di gestione di un paese dalle problematicità complesse, e nelle loro divisioni interne, tra due destre che si fanno la guerra, tra un federalismo che sembra più un tentativo di separatismo, o a meno si è è capito poco di che si tratti.
Io credo che come democratici dobbiamo proseguire cercando di non ritenerci esclusi anche se il Governo può agire e approvare le leggi che vuole anche senza l'approvazione dell'opposizione, ma continuare a portare la propria cultura, che ha un peso diverso perchè parla di civiltà, di libertà, e di fraternità di popoli e di culture, nonostante le etnie e le diversità di credo religioso.
Chi non ammette questo porta nient'altro che separazione e separtismo,e facilita inculcamento di germi xenofobi, che fanno paura anche al Presidente Gianfranco Fini.
Io credo che si debba partire proprio dalle parole ferme e posate di Fini per ricostruire una cultura di destra e un dialogo che altrimenti è impossibile.
Come sarebbe possibile non procedere verso un Paese dov'è l'integrazione la prima preoccupazione, e non la separazione a cominciare dalle aule dell'elementari?
Se si abiura all'integrazione le tensioni sociali che si innescheranno saranno insostenibiliperchè giustamente gli extracomunitari chiederanno il rendiconto di 25 anni di presenza attiva, nel lavoro come nella società civile, e avranno ragione. Come non capire questo, a chi vede l'immmigrato solo come una possibilità di ricchezza economica e non come una opportunità di una società multietnica e multi culurale? Una sola razza, la razza umana, recitava uno striscione sul simbolo di pace, appeso in un centro per l'immigrazione, e io credo a questo come credo alla resistenza, sono valori inalienabili, di uno Stato che chiede diritti e legalità,e giustizia. Ma tutto questo deve formare un circolo saldo mentre a me pare che le cose nella destra non riescano a stare unite.
Ora la lascio, consapevole del vostro impegno e del tempo che le ho sottratto con questa mia lettera.
Adriano Sanna di Genova
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